"In tutto dovremmo guardare al fine." Jean de La Fontaine

Mission

La Nostra Cultura

Chi non applicherà nuovi rimedi deve aspettarsi nuovi mali.” (Francis Bacon 1560-1626)

Consapevoli della verità del citato assunto, da sempre abbiamo creduto e investito nei nostri ASSETS Intangibili, valorizzandoli sino al conseguimento del valore olistico del sistema.

Ecco i Capitali in cui crediamo:

ethic
Capitale Umano
L’organizzazione si ispira a criteri di collaborazione aperta ed attiva tra i suoi componenti, ai vari livelli di responsabilità, con particolare cura alla conservazione ed alla crescita del Capitale Umano grazie allo sviluppo interno di avanzati metodi di formazione
Puzzle cooperation concept
Capitale Relazionale dei Clienti
Questo capitale è dato dalla capacità di comunicare in generale, ma anche da quella di ascoltare e di interagire con il Cliente non solo in ambito operativo ma anche nella più vasta sfera delle relazioni sociali nonché dalla capacità di trasmettere i propri Valori a vantaggio del Cliente per evidenziare che la consulenza ed il servizio non sono solo un fatto di qualità e di prezzo del prodotto
old books isolated on white
Capitale Culturale
La cultura di dominio non è il sapere a memoria qualsiasi cosa ti venga chiesta, ma l’umiltà di saper mettere sempre in discussione i problemi, la pazienza di cercare soluzioni intelligenti di coniugare concetti e di riscontrarsi costantemente, la forza di organizzare e conservare le esperienze; tutto ciò è socializzato e messo a disposizione del gruppo
Computer Network sending data
Capitale Tecnologico
L’organizzazione si avvale di strumenti hardware, software e telematici di eccellenza con i più elevati profili innovativi e di sicurezza, distribuiti e connessi a tutti i livelli. Ogni Client ha a disposizione il massimo livello distributivo dell’informatizzazione, dei collegamenti, delle connessioni, di condivisione delle Banche Dati
3d network team color
Capitale della Rete
È la capacità di possedere un insieme coordinato di contatti in molti ambiti collegabili alle attività del Cliente; questi contatti, derivanti da esperienze personali o collettive – anche esterne all’attività professionale – se testati e valutati opportunamente, possono interessare al Cliente in quanto affidabili per effetto della proprietà transitiva e conseguentemente utilizzabili quali Problem Solver
Capitale Fiduciario
È la cassaforte che contiene l’affidabilità data dal professionista e riconosciuta dal Cliente; questo capitale matura per sedime di una infinità di micro-eventi in cui sono espressi i valori più elementari dell’uomo e del professionista. Allorché solidifica, diviene cemento infrangibile ed autorizza il Cliente a riconoscere nel professionista un muto depositario di confidenze, anche per problematiche estranee al lavoro.

Consapevoli del Valore dei nostri Capitali, li impieghiamo – per competere – rendendoli a disposizione dei Clienti.

I Nostri Obiettivi

L’Outsourcing è una scelta organizzativa che si va trasformando sempre più in necessità: portare all’esterno attività non strategiche è un passo nella direzione della efficienza, tanto più efficace se operato con un partner affidabile con cui condividere metodi ed obiettivi; le imprese che scelgono soluzioni innovative esterne ottengono benefici immediati e tangibili: liberano risorse interne, trasformano costi fissi in costi variabili.

Quindi ci proponiamo come partner affidabile per l’Outsourcing – assicurando l’assistenza di un partner di fiducia, continuamente aggiornato rispetto ad una normativa complessa ed a tecnologie avanzate sempre più – affinché il Cliente possa destinare ogni energia allo sviluppo del proprio Business.

Offriamo Servizi Personalizzati in grado di rispondere con puntualità ed efficienza ai bisogni di ogni imprenditore, dalla ditta individuale al gruppo industriale.

Vetrina Riflessioni

  • PATRIMONIALE E TASSAZIONE DEGLI IMMOBILI

    Ha senso chiedersi se la tassazione sugli immobili costituisce una imposta patrimoniale ? Certo che ha senso: perché una patrimoniale, appena evocata, è immediatamente percepita iniqua in quanto tassa la ricchezza.
    Qui non è in discussione la potestà impositiva dello stato o l’opportunità politica di una scelta di scienza delle finanze, ma la quantità e qualità del carico fiscale; allora vediamo di esplorarlo con un esempio cavia.

    Assumiamo come cavia un ipotetico ufficio nel centro di Torino, di 400 metri quadri; le tariffe OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare a cura dell’Agenzia delle Entrate) ci dicono che il valore di mercato varia da 1.200 a 2.300 euro al metro quadro ed il valore di locazione varia da 6,10 a 11,50 euro/mese al metro quadro. Sviluppando una situazione media avremmo che l’immobile vale 800 mila euro e potrebbe produrre un reddito (canone di locazione) di 48 mila euro (una redditività lorda del 6%.
    Sull’immobile detenuto sono dovute al comune IMU e TASI (o l’una o l’altra od entrambe, secondo i comuni) da calcolarsi sulla rendita catastale nonché le imposte sul Reddito da computarsi sul Reddito da locazione.
    Analizzando un possibile inquadramento catastale avremmo un onere di 14,2 mila euro dovuto al comune, il che significa 36 euro al metro quadro; ciò significa che in 56 anni ripago l’intero immobile al comune: non è una patrimoniale, di fatto, questa ?
    Ma non basta: sul reddito, il percettore ipotizzato persona fisica, paga imposte che (se fosse nella fascia massima di scaglione) ammonterebbero a 21,6 mila euro ai quali sommati i tributi comunali per 14,2 mila euro determinano un carico fiscale di 35,8 mila euro cioè il 75% del reddito.
    Dunque un soggetto che investe 800 mila euro, può assicurarsi una redditività netta di 12 mila euro cioè l’1,5%: come dovremmo definirla questa situazione ?

    Qualcuno potrebbe obiettare che la banca dati OMI, proprio perché si basa su atti registrati, non è rappresentativa del reale andamento del mercato; la visione di altri listini o borsini, desunti dalla rete, ci porta a ritenere però i dati OMI sufficientemente attendibili. Comunque se vogliamo ipotizzare che tali dati siano sottostimati del 20% (di più non sarebbe credibile) e ricalcoliamo i driver sopra esposti avremo che l’immobile lo ripaghiamo per intero in 70 anni anziché 56 e che l’onerosità fiscale è del 69% anziché del 75%.

    Perché non chiediamo in massa un nuovo classamento volto ad ottenere rendite catastali, più basse ed aderenti ai valori di questo mercato depresso, quanto meno per sgonfiare IMU e TASI o c’è rischio che i comuni innalzino le aliquote ?
    Troppa, troppa, troppa pazienza dobbiamo avere ! Finché non si inizia a potare l’albero delle Tasse, questo crescerà sempre a dismisura e finché non si tarano le Entrate sul volume delle Uscite e non viceversa, il risultato sarà sempre questo: ma è un’altra storia.
    Marco Savio.


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  • ARTUFFO

    1919 – 2019: ARTUFFO MODELLISMO,
    DA 100 ANNI IN CORSO GIULIO CESARE 82 A TORINO

    Una tradizione che è arrivata alla quarta generazione.
    Si è chiuso un cerchio, da Giovanni a Giovanni. Dal bisnonno – classe 1893 – al nipote – classe 1985.
    L’attività è stata potenziata a partire dagli anni ’60 dai nonni Giuseppe e Celestina, attraverso lavoro e dedizione, che hanno trasformato il ‘bazar’ del nonno Giovanni in un negozio specializzato in modellismo statico e dinamico.

    Il modellismo ferroviario è sempre stato il nostro fiore all’occhiello, per questa ragione nel 2010 abbiamo registrato il nostro marchio Artuffo Torino per la produzione di modelli di precisione in ottone dalla tiratura limitata.

     

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Vetrina Curiosità

  • È finito negli SPAM: perché, cosa vuol dire

    Carne di maiale (89%), prosciutto (2%), sale, amido, acqua, zucchero, spezie, il tutto tritato ed inscatolato: è un composto inventato negli USA nel 1937, definito SPICED HAM ovvero prosciutto (2% ?!) speziato ovvero più semplicemente SPAM, come sintetizza la scatoletta.

    Diffuso in epoca di guerra tra i civili, a causa del razionamento, era il pasto quotidiano dei militari USA (dal romanzo La Pelle di Curzio Malaparte).

    Una inaspettata popolarità deriva allo SPAM da uno sketch (denominato SPAM) degli anni settanta: una coppia di vichinghi atterrata in un PUB chiede da mangiare ed una cameriera si prodiga ad offrireSPAM“: “uova e SPAM“, “uova pancetta e SPAM“, “uova pancetta salsiccia e SPAM“, “SPAM uova SPAM SPAM pancetta e SPAM” il tutto condito da un motivetto che ripete SPAM, SPAM etc.

    L’acronimo, per traslazione, ha finito per indicare qualcosa di qualità non eccelsa, iper diffuso e, perché no, indesiderato.

    Quando INTERNET è esondata sull’umanità e le cassette di posta elettronica hanno iniziato a riempirsi di “porcherie” ecco apparire i filtri spazzini che provvedono a “spammare” i messaggi indesiderati: ecco che si dice che alcuni messaggi sono finiti negli SPAM.



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