NON MULTA SED MULTUM

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Ecco la nostra ultima riflessione:

Ma il Lavoro, c’è o manca ?


 

Spesso, istintivamente, si associa l’aumento del tasso di disoccupazione al cattivo andamento dell’economia; talvolta i media usano risultati statistici con finalità poco nobili di influenza su taluni ceti.
Il tasso di occupazione misura il rapporto tra occupati e popolazione; ma nella popolazione ci sono le fasce giovanili ed anziane che lavorare non possono e valutarle non è semplice; se dicono che il tasso di occupazione è diminuito si percepisce una negatività perché immaginiamo che il tasso di disoccupazione sia salito.

Errore, perché il tasso di disoccupazione non è il complemento a cento del tasso di occupazione; è formato dal rapporto tra le persone in cerca di lavoro e la forza lavoro che è data dalla sommatoria di disoccupati ed occupati. Ben si comprende come numeratore e denominatore non siano di facile misurazione, per cui il tasso può “muovere” ma non essere rappresentativo di una situazione reale.
Sempre istintivamente pensiamo che in presenza di un elevato tasso di disoccupazione sia semplice ed immediato reperire manodopera da far lavorare; ciò anche senza approfonditi studi su Marx o Keynes ed il serbatoio costituito “dalle braccia di riserva”. Continua a leggere


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  • Ma il Lavoro, c’è o manca ?

     

    Spesso, istintivamente, si associa l’aumento del tasso di disoccupazione al cattivo andamento dell’economia; talvolta i media usano risultati statistici con finalità poco nobili di influenza su taluni ceti.
    Il tasso di occupazione misura il rapporto tra occupati e popolazione; ma nella popolazione ci sono le fasce giovanili ed anziane che lavorare non possono e valutarle non è semplice; se dicono che il tasso di occupazione è diminuito si percepisce una negatività perché immaginiamo che il tasso di disoccupazione sia salito.

    Errore, perché il tasso di disoccupazione non è il complemento a cento del tasso di occupazione; è formato dal rapporto tra le persone in cerca di lavoro e la forza lavoro che è data dalla sommatoria di disoccupati ed occupati. Ben si comprende come numeratore e denominatore non siano di facile misurazione, per cui il tasso può “muovere” ma non essere rappresentativo di una situazione reale.
    Sempre istintivamente pensiamo che in presenza di un elevato tasso di disoccupazione sia semplice ed immediato reperire manodopera da far lavorare; ciò anche senza approfonditi studi su Marx o Keynes ed il serbatoio costituito “dalle braccia di riserva”. (Leggi l’articolo completo…)


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  • ARTUFFO

    1919 – 2019: ARTUFFO MODELLISMO,
    DA 100 ANNI IN CORSO GIULIO CESARE 82 A TORINO

    Una tradizione che è arrivata alla quarta generazione.
    Si è chiuso un cerchio, da Giovanni a Giovanni. Dal bisnonno – classe 1893 – al nipote – classe 1985.
    L’attività è stata potenziata a partire dagli anni ’60 dai nonni Giuseppe e Celestina, attraverso lavoro e dedizione, che hanno trasformato il ‘bazar’ del nonno Giovanni in un negozio specializzato in modellismo statico e dinamico.

    Il modellismo ferroviario è sempre stato il nostro fiore all’occhiello, per questa ragione nel 2010 abbiamo registrato il nostro marchio Artuffo Torino per la produzione di modelli di precisione in ottone dalla tiratura limitata.

     

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  • È finito negli SPAM: perché, cosa vuol dire

    Carne di maiale (89%), prosciutto (2%), sale, amido, acqua, zucchero, spezie, il tutto tritato ed inscatolato: è un composto inventato negli USA nel 1937, definito SPICED HAM ovvero prosciutto (2% ?!) speziato ovvero più semplicemente SPAM, come sintetizza la scatoletta.

    Diffuso in epoca di guerra tra i civili, a causa del razionamento, era il pasto quotidiano dei militari USA (dal romanzo La Pelle di Curzio Malaparte).

    Una inaspettata popolarità deriva allo SPAM da uno sketch (denominato SPAM) degli anni settanta: una coppia di vichinghi atterrata in un PUB chiede da mangiare ed una cameriera si prodiga ad offrireSPAM“: “uova e SPAM“, “uova pancetta e SPAM“, “uova pancetta salsiccia e SPAM“, “SPAM uova SPAM SPAM pancetta e SPAM” il tutto condito da un motivetto che ripete SPAM, SPAM etc.

    L’acronimo, per traslazione, ha finito per indicare qualcosa di qualità non eccelsa, iper diffuso e, perché no, indesiderato.

    Quando INTERNET è esondata sull’umanità e le cassette di posta elettronica hanno iniziato a riempirsi di “porcherie” ecco apparire i filtri spazzini che provvedono a “spammare” i messaggi indesiderati: ecco che si dice che alcuni messaggi sono finiti negli SPAM.



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